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12/06/2026

Mutui - Primo rialzo BCE dopo due anni e mezzo: cosa può cambiare per le rate 

Tabella completa inflazione e tassi degli ultimi anni

Francoforte corre ai ripari contro il nuovo rischio inflazione

La Banca Centrale Europea torna ad alzare i tassi di interesse dopo oltre due anni e mezzo di pausa. Una decisione ampiamente attesa dagli analisti, maturata in risposta alle crescenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente e al nuovo shock energetico che sta alimentando le pressioni inflazionistiche nell'Eurozona.

Il Consiglio direttivo ha deciso un incremento di 25 punti base, portando il tasso sui depositi dal 2% al 2,25%, mentre il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali (punto di riferimento per molti mutui) sale dal 2,15% al 2,40% e quello sui prestiti marginali dal 2,40% al 2,65%.

Il ritorno della stretta monetaria

Dopo oltre un decennio di tassi estremamente bassi, la BCE avviò nel luglio 2022 il più rapido ciclo di rialzi della propria storia, portando il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali dallo 0,50% al 4,50% nel settembre 2023 (vedi grafico). Nel 2022 l'economia europea stava ancora completando la ripresa post-pandemica quando fu travolta dall'emergenza energetica generata dal conflitto tra Russia e Ucraina.  In quella fase, tra luglio 2022 e settembre 2023 l'istituto di Francoforte effettuò dieci rialzi consecutivi per contrastare l'impennata dell’inflazione.

La tensione attuale nell'area del Golfo Persico presenta alcune analogie con quel periodo. La Banca Centrale teme che il nuovo aumento dei costi energetici possa innescare una seconda ondata inflazionistica, come avvenne nel 2022 quando il rincaro dell’energia si trasmise rapidamente ai prezzi al consumo , e ha scelto di intervenire preventivamente. 

L'inflazione dell'Eurozona, che a gennaio si attestava all'1,7%, è salita al 3,2%, ben al di sopra dell'obiettivo del 2% perseguito dalla BCE. Questo rialzo dei tassi rappresenta un segnale al mercato e va interpretato come un “avvertimento": non necessariamente l'inizio di una nuova lunga stagione di rialzi, quanto piuttosto una dimostrazione della volontà della BCE di impedire che l'inflazione sfugga di mano.

Proiezioni della crescita e dell’inflazione 

Contestualmente alla decisione sui tassi, la BCE ha aggiornato le proprie previsioni economiche con una crescita rivista al ribasso: 0,8% nel 2026, leggermente inferiore allo 0,9% stimato a marzo. Per il 2027 il PIL è atteso in aumento dell'1,2%, mentre per il 2028 la previsione sale all'1,5%.

Sul fronte dei prezzi, le nuove proiezioni mostrano uno scenario più complesso.

L'inflazione media dovrebbe assestarsi al 3% nel 2026, contro il 2,6% previsto in precedenza. Nel 2027 è attesa al 2,3%, mentre il ritorno all'obiettivo del 2% verrebbe rinviato al 2028. Gli sviluppi geopolitici in corso potrebbero tuttavia modificare ulteriormente queste stime.

Cosa cambia per chi ha un mutuo?

Per le famiglie l'effetto del rialzo del costo del denaro deciso dalla BCE dipenderà soprattutto dalla tipologia di finanziamento sottoscritto. Chi ha un mutuo a tasso variabile potrebbe assistere a un aumento delle rate nei prossimi mesi, nel momento in cui il rialzo dei tassi ufficiali si rifletterà sull'andamento dell'Euribor, il principale indice di riferimento per questa categoria di finanziamenti. 

Per dare un ordine di grandezza, una variazione del tasso dello 0,25% su un mutuo trentennale di 100 mila euro comporta mediamente un aumento della rata mensile di circa 14 euro. 

Per chi ha un mutuo a tasso fisso, invece, non cambierà nulla: la rata rimarrà invariata fino alla scadenza del contratto.

Chi sta valutando l'acquisto di una casa dovrà invece monitorare attentamente l'evoluzione della politica monetaria della BCE. I consulenti di MutuiMaster sono a disposizione per aiutare le famiglie a compiere una scelta consapevole.

Andamento dei tassi BCE e dell’inflazione nell’Eurozona dal 2022 a oggi (scarica grafico che trovi in alto all'articolo) .


Data                                         Tasso rifinanziamento BCE 

Luglio 2022                  0,50%

Settembre 2022         1,25%

Novembre 2022         2,00%

Dicembre 2022           2,50%

Febbraio 2023             3,00%

Marzo 2023                  3,50%

Maggio 2023                 3,75%

Giugno 2023                 4,00%

Agosto 2023                  4,25%

Settembre 2023           4,50%

Giugno 2024                  4,25%

Settembre 2024           3,65%

Ottobre 2024                3,40%

Dicembre 2024             3,15%

Febbraio 2025               2,90%

Marzo 2025                   2,65%

Aprile 2025                    2,40%

Giugno 2025                 2,15%

Giugno 2026                 2,40%


12 Giugno 2026
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