Per la sesta volta consecutiva, la Banca Centrale Europea ha tagliato i tassi di interesse dello 0,25%. Di conseguenza, il tasso di riferimento sui rifinanziamenti scende dal 2,90% al 2,65%, quello sui prestiti marginali al 2,90% e quello sui depositi bancari al 2,50%.
La Presidente della BCE, Christine Lagarde, ha aggiornato le previsioni sull’inflazione e sulla crescita dell’Eurozona per il prossimo triennio. Le stime sull’inflazione sono state riviste al rialzo, mentre quelle sulla crescita economica sono state ridimensionate rispetto all’ultimo trimestre del 2024.
L’inflazione si mantiene più elevata del previsto e per un periodo più lungo, principalmente a causa della risalita dei prezzi dell’energia. Tuttavia, desta preoccupazione la fragile ripresa del PIL, frenata da esportazioni deboli (ulteriormente penalizzate dai nuovi dazi USA) e da investimenti contenuti, dovuti all’incertezza delle politiche commerciali globali. In questo contesto si inserisce la dichiarazione di Lagarde: “La BCE non si impegna su alcun percorso dei tassi” e “se i dati ci diranno che non è il momento di tagliare, non taglieremo i tassi e faremo una pausa” ...
Questa affermazione potrebbe anticipare una possibile sospensione dei tagli ad aprile.
Come si riflettono i tagli sui mutui?
La riduzione dello 0,25% era attesa e si è già riflessa sui parametri dei mutui. Tuttavia rispetto al taglio di gennaio l’EURIBOR (l’indice di riferimento per mutui a tasso variabile) è sceso solo di 15 centesimi. Inoltre, il parametro a tre mesi si sta avvicinando al valore dell’EURIRS a 20 anni, considerato il benchmark per i mutui a tasso fisso. Questa discesa lenta è influenzata dai nuovi rischi inflattivi derivanti dalla guerra commerciale innescata dagli Stati Uniti.
Chi sta già pagando un mutuo a tasso variabile potrà beneficiare di questa riduzione del costo del denaro: per un mutuo medio di 100.000 euro a 20 anni, la rata mensile potrebbe diminuire di circa 14 euro (calcolo indicativo, in quanto la variazione dipende dalla quota di capitale che compone la rata in ammortamento)
Le previsioni attuali mantengono l’EURIBOR lontano dai livelli di settembre 2022, quando l'indice a un mese era sotto l'1% e il dibattito tra tasso fisso e tasso variabile era ancora aperto. Oggi, invece il tasso fisso rappresenta un’opzione ancora molto conveniente, con offerte che si attestano poco sopra il 2% per durate fino a 30 anni: un’occasione da non sottovalutare.