Come previsto - e dopo l’anticipazione nei giorni scorsi del vice presidente della Banca Centrale Europea, Luis de Guindos – è arrivata oggi la conferma ufficiale: “L’attuale livello dei tassi d'interesse fissati dalla BCE è adeguato".
I tassi rimangono dunque invariati, ai livelli del mese di giugno 2025. Mercati ed economisti non si attendevano ulteriori riduzioni del costo del denaro dopo gli otto tagli effettuati in un anno, che tra l'estate 2024 e l'estate 2025 hanno portato a una diminuzione complessiva di due punti percentuali. Il tasso sui finanziamenti principali resta fermo al 2,15%.
Nel comunicato ufficiale, la BCE ribadisce che "il Consiglio Direttivo è determinato ad assicurare che l'inflazione si stabilizzi sull'obiettivo del 2% a medio termine”, sottolineando come le decisioni continueranno a essere guidate dai dati, “valutando di volta in volta le prospettive d’inflazione e i rischi associati, senza vincolarsi a un percorso prestabilito dei tassi".
L’istituto evidenzia inoltre che "L'economia dell'area euro ha continuato a crescere nonostante il difficile contesto mondiale”, pur riconoscendo che “le prospettive restano incerte, soprattutto a causa delle tensioni geopolitiche e delle controversie commerciali a livello globale".
Cosa significa per chi vuole accendere un mutuo
Il fatto che dopo otto riduzioni consecutive, i tassi vengano mantenuti invariati per la terza volta di fila, indica la volontà della BCE di trasmettere un segnale di stabilità.
In questo scenario, i mutui a tasso variabile stanno tornando competitivi. Per i più prudenti, si riaffacciano sul mercato anche mutui a tasso variabile con cap; mutui a rata fissa o a tasso variabile con opzione di passaggio al fisso (puoi fare una simulazione gratuita su www.mutuimaster.it).
Se pensiamo che solo due anni fa il tasso BCE è salito dallo 0,5% al 4,5% in appena 18 mesi, è chiaro che la prudenza resta d’obbligo: nessuno può avere la certezza matematica di cosa accadrà.
In un contesto globale incerto, ogni decisione va presa con consapevolezza, senza dare nulla per scontato o basandosi su esperienze passate.
Per evitare scelte affrettate, è consigliabile confrontarsi con consulenti del credito qualificati, come quelli di
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L’andamento delle rate a confronto
A titolo esemplificativo, ecco come è variata la rata di un mutuo di 100.000,00 euro a tasso variabile (BCE + 0,5%) della durata 20 anni, sulla base delle oscillazioni dei tassi:
21/07/2022 tasso 1,00% ► € 460
21/12/2022 tasso 3,00% ► € 552
21/06/2023 tasso 4,50% ► € 626
20/09/2023 tasso 5,00% ► € 650
21/12/2023 tasso 5,00% ► € 650
20/09/2024 tasso 4,05% ► € 594
20/12/2024 tasso 3,65% ► € 578
24/07/2025 tasso 2,65% ► € 533
30/10/2025 tasso 2,65% ► € 533 (Capitale residuo medio circa € 86.000)
Molti mutuatari hanno dunque vissuto un incremento della rata di circa il 40% in pochi mesi. Nel settembre 2023, anche i mutui a tasso fisso hanno risentito del rialzo, con un TEGM che ha toccato il 5,38%.
Va però ricordato che, a differenza del variabile, il tasso fisso non si adegua automaticamente ai mercati e la corsa alla surroga verso tassi più convenienti è tuttora in corso.
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