Continua l’allentamento monetario sui mutui.
Dopo l’ultimo taglio dei tassi della BCE , si prevedono ulteriori ritocchi al ribasso per l’anno in
corso. La politica monetaria più flessibile sta rendendo i mutui più accessibili. Parallelamente, il calo del
costo del denaro incide positivamente anche sul mercato dei prestiti, offrendo condizioni più vantaggiose
per famiglie e imprese che scelgono di indebitarsi. Questo dovrebbe tradursi in una spinta sia per i consumi
sia per gli investimenti.
Il mercato dei mutui e i dati del 2024
Nel 2024, il settore dei mutui ha iniziato a mostrare segnali di ripresa grazie ai quattro interventi della BCE,
che hanno portato a una riduzione dei tassi. Negli ultimi sei mesi, i prestiti per la casa sono aumentati di 4,4
miliardi di euro, in crescita dell’1% da 420,8 miliardi di maggio a 425,1 miliardi di novembre. L’ultima parte
del 2024, dunque, segna un’inversione di tendenza per il credito bancario destinato all’acquisto di
abitazioni. I mutui a tasso variabile, particolarmente influenzati dalla politica monetaria, hanno registrato
un calo del Tan medio, passato dal 4,94% di inizio anno al 3,93% di fine 2024. Anche i mutui a tasso fisso
hanno tratto beneficio, con un Tan medio che è sceso dal 3,17% al 2,75% nello stesso periodo.
Questi cambiamenti stanno portando a un progressivo riequilibrio tra mutui a tasso fisso e mutui a tasso
variabile.
Secondo una simulazione condotta dagli studi di Mutui Master, la riduzione di tasso di un punto
percentuale del tasso su un mutuo variabile di 200.000 euro in 25 anni, nel 2024, ha prodotto una riduzione
della rata di oltre 110 euro al mese, con un risparmio complessivo di migliaia di euro sul montante finale.
Per lo stesso capitale, i nuovi mutui a tasso fisso registrano invece uno sgravio sulla rata di circa 45 euro
mensili.
Tra le opzioni più convenienti si evidenziano i mutui green a tasso fisso, con tassi medi sotto il 2,50%.
Il ruolo del TEGM e le prospettive future
Un elemento chiave nelle analisi del mercato dei mutui è rappresentato dal TEGM (Tasso Effettivo Globale
Medio), un indicatore che misura i costi complessivi dei finanziamenti, inclusi oneri e spese accessorie. Nel
corso del 2024, il TEGM ha registrato un calo significativo sia per i mutui sia per i prestiti al consumo,
riflettendo l'effetto delle politiche espansive della BCE. Questo ribasso ha favorito il contenimento dei costi
totali dei finanziamenti, migliorando ulteriormente l’accessibilità per cittadini e imprese.
Anche per il credito al consumo, la discesa del TEGM ha portato a condizioni più favorevoli: dai picchi di
tassi quasi al 14%, si assiste a una discesa verso quota 8%. Questo significa che, su un finanziamento a 10
anni di 20.000 euro per l’acquisto a rate di un’automobile, si risparmiano circa 8000 euro rispetto al 2023.
Tuttavia, c'è un rovescio della medaglia: la maggiore accessibilità ai mutui potrebbe determinare un
aumento delle compravendite immobiliari, spingendo al rialzo i prezzi delle abitazioni, soprattutto nelle
aree dove il mercato è più dinamico.
Effetti sulla surroga
Le politiche della BCE e il calo del TEGM hanno avuto un impatto anche sulla surroga dei mutui, ossia la
possibilità di trasferire il proprio mutuo da una banca a un’altra per approfittare di condizioni più
vantaggiose. Nel 2024, le surroghe hanno registrato un aumento del 3% rispetto all’anno precedente,
arrivando a rappresentare il 34,1% del totale. Un ulteriore, auspicato taglio dei tassi potrebbe
avvantaggiare anche chi ha stipulato un mutuo nel recente passato.