A fronte di un mercato abitativo sempre meno accessibile, durante l'incontro di giugno - che ha visto la partecipazione del Governo, di enti e associazioni di categoria - sono state illustrate le novità del Piano Casa Italia, un programma strategico volto a contrastare il disagio abitativo e rilanciare le politiche del settore, anche attraverso la riorganizzazione dell'offerta esistente.
Per la fase di avvio e sperimentazione del Piano sono stati stanziati 660 milioni di euro da investire entro il 2030, con l’obiettivo di rendere disponibili alloggi economicamente sostenibili a prezzi calmierati.
La questione abitativa non rappresenta un’emergenza temporanea, ma un problema strutturale e profondo del sistema, che richiede politiche e soluzioni durature.
Secondo gli ultimi dati diffusi da ANCE - Associazione Nazionale Costruttori Edili, 10 milioni di famiglie con reddito fino a 24.000 € non riescono ad acquistare casa nelle grandi città. Milano, Roma e Napoli risultano le aree più critiche, seguite da Firenze e Venezia.
Anche gli affitti si rivelano insostenibili: in media quasi metà del reddito familiare è destinato al canone mensile.
Un pilastro a sostegno degli acquisti della prima casa è il Fondo di garanzia sui mutui, rafforzato e prorogato fino al 2027 (riservato a giovani coppie, under 36 e famiglie numerose, per mutui fino a 250.000 euro). Nel primo semestre 2025 il Fondo ha registrato un incremento significativo: oltre 38.000 mutui garantiti, per un totale di 4,8 miliardi di euro, con un aumento del 20% nel numero e del 34% nel valore rispetto al 2024. Un aumento del 20% in numero e del 34% in valore.
Social Housing: cos’è e a chi si rivolge
Per affrontare il tema dei prezzi elevati e favorire canoni calmierati, il Social Housing torna al centro del dibattito.
Si tratta di una soluzione rivolta a cittadini con reddito troppo alto per accedere ai sussidi pubblici, ma non sufficiente per sostenere i costi di acquisto o affitto sul libero mercato. Il nuovo Piano Casa punta a riorganizzare l’offerta di edilizia sociale, promuovere progetti di recupero e rigenerazione urbana e sviluppare modelli innovativi di housing, basati sulla combinazione di risorse pubbliche e private.
Oggi in Italia solo il 3,8% delle famiglie vive in alloggi di edilizia sociale pubblica, contro il 24% in Austria, il 16% in Francia e il 29% nei Paesi Bassi.
Il Social Housing offre la possibilità di accedere ad abitazioni in affitto a canoni calmierati, inferiori rispetto a quelli di mercato. In alcuni casi, gli immobili possono successivamente essere ceduti agli inquilini con formule di acquisto agevolate.
Le differenze principali
• Edilizia residenziale pubblica: finanziata interamente con risorse statali o comunali.
• Edilizia convenzionata (in diritto di superficie): realizzata da operatori privati su aree concesse dai Comuni a condizioni agevolate, con vincoli stabiliti da una convenzione locale.
• Social Housing: modello misto che integra capitale pubblico e investimenti privati su scala nazionale.
Nuove declinazioni del Social Housing
Student Housing
La crescita della popolazione universitaria, la maggiore mobilità degli studenti “fuori sede” e le politiche di espansione degli atenei hanno reso sempre più strategico lo sviluppo di residenze dedicate. Lo Student Housing comprende strutture appositamente progettate per studenti: residenze collettive, appartamenti condivisi o piccoli alloggi autonomi.
Senior Housing
Con l’invecchiamento della popolazione, il Social Housing trova un’ulteriore declinazione nelle soluzioni di senior cohousing pensate per anziani autosufficienti. Si tratta di modelli abitativi già diffusi all’estero e in crescita anche in Italia, caratterizzati da spazi comuni, integrazione sociale, supporto reciproco, servizi condivisi e assistenza sanitaria dedicata.
I nostri consulenti MutuiMaster sono pronti a raccogliere queste nuove sfide, affiancando i progetti nazionali con l’obiettivo di offrire soluzioni di mutuo personalizzate e consapevoli, perché il sogno della casa possa trasformarsi in realtà
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