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23 /09/2026
Ammortamento alla francese: come funziona esattamente
Curiosità: Perché si dice “alla francese”?
Quando parliamo di mutui, una delle espressioni che incontriamo più frequentemente è “ammortamento alla francese”. È un termine ormai entrato nel linguaggio quotidiano di banche, finanziarie e contratti di mutuo.
In Italia, il piano di ammortamento alla francese è il metodo di rimborso più diffuso.
La sua caratteristica principale è una rata di importo costante, quando il tasso applicato e la periodicità delle rate rimangono invariati. 
Scendiamo nel dettaglio e teniamo alla portata di mano una calcolatrice
La rata è composta da due elementi:
• quota capitale, cioè la parte della rata destinata a restituire il capitale preso a prestito; 
• quota interessi, cioè gli interessi maturati sul capitale ancora dovuto. 

Nel corso del piano, la quota interessi diminuisce progressivamente, perché viene calcolata sul debito residuo, mentre la quota capitale aumenta. 
La Banca d’Italia descrive proprio in questi termini il cosiddetto ammortamento “francese”.
Come si calcola la rata di un piano di ammortamento alla francese?
La rata costante può essere calcolata con una formula matematica che tiene conto del capitale finanziato, del tasso di interesse e del numero delle rate.
R = C x [i x (1 + i)ⁿ] ÷ [(1+i)ⁿ - 1]
Dove:

• R = rata;
• C = capitale finanziato;
• i = tasso di interesse del singolo periodo di pagamento;
• n = numero complessivo delle rate.

Un aspetto è particolarmente importante: il tasso (i) deve essere riferito allo stesso periodo delle rate. 
Se, per esempio, abbiamo rate mensili, nella formula dobbiamo utilizzare il tasso mensile. 

Un esempio concreto
Proviamo ora ad applicare i concetti teorici e costruiamo il piano di ammortamento di un mutuo di 100.000 euro, al 5% annuo fisso, da rimborsare in 60 rate mensili.
Per comodità, ragioniamo quindi su un mutuo a tasso fisso con rata costante.

Prima di tutto: dal tasso annuo al tasso mensile
Nel nostro esempio assumiamo che il 5% dia il TAN, espresso su base annua.
Poiché le rate sono mensili, il tasso di periodo da utilizzare nella formula è:

5% ÷ 12 = 0,41667% al mese
In forma decimale:
0,41667% = 0,0041667
Abbiamo quindi:
• capitale = 100.000 €
• tasso mensile = 0,0041667
• numero di rate = 60
Possiamo ora applicare la formula:
R = 100.000 × [0,0041667 × (1 + 0,0041667)⁶⁰] ÷ [(1 + 0,0041667)⁶⁰ − 1]
Il calcolo porta a una rata di:

1.887,12 €

La rata mensile è di circa 1.887,12 euro.
Come si calcola la prima rata?
Ora sappiamo quanto dobbiamo pagare ogni mese: 1.887,12.
La rata è composta da:
quota interessi + quota capitale

1. Calcoliamo gli interessi
Gli interessi della prima rata vengono calcolati sui 100.000 euro iniziali.
Il calcolo è:
100.000 × 0,0041667 = 416,67 €
Quindi, nella prima rata:
Quota interessi = 416,67 €

2. Calcoliamo la quota capitale
La parte della rata che rimane dopo aver pagato gli interessi serve a rimborsare il capitale.
Il calcolo è:
1.887,12 − 416,67 = 1.470,45 €
Quindi:
Quota capitale = 1.470,45 €

3. Calcoliamo quanto dobbiamo ancora restituire
Dal capitale iniziale sottraiamo i 1.470,45 euro appena rimborsati:
100.000 − 1.470,45 = 98.529,55 €
Dopo la prima rata, quindi, il capitale residuo è:
98.529,55 €

Possiamo riassumere tutto così:

|numero rate| Quota Interessi| Quota capitale| Capitale Residuo|
|      0                   |                                    |                                   |           100.000,00  |      
|       1                  |         416,67           |          1470 ,45     |           98.529,55     |                     

Il procedimento di calcolo della seconda riga sarà lo stesso, ma partendo dal  nuovo capitale residuo..

Cosa succede con la seconda rata?
La rata rimane sempre 1.887,12 euro.
Ma questa volta gli interessi vengono calcolati su un capitale più basso: 98.529,55 euro.

Quindi:
98.529,55 × 0,0041667 = 410,54 €
La quota interessi scende quindi da:
416,67 € → 410,54 €
La quota capitale, invece, aumenta:
1.887,12 − 410,54 = 1.476,58 €

E il nuovo capitale residuo diventa:
98.529,55 − 1.476,58 = 97.052,97 €

Ecco le prime due rate:
|numero rate| Quota Interessi| Quota capitale| Capitale Residuo|
|      0                   |                                    |                                   |           100.000,00  |      
|       1                  |         416,67           |        1470 ,45       |             98.529,55   |           
|       2                  |          410,54           |        1.476,58      |             97.052,97   |

È proprio questo il meccanismo dell'ammortamento alla francese:
la rata rimane costante, ma cambia la sua composizione.
All'inizio una parte maggiore della rata è costituita da interessi.
Con il passare del tempo, gli interessi diminuiscono perché vengono calcolati su un debito residuo sempre più basso.
Di conseguenza, aumenta la parte della rata destinata a rimborsare il capitale.

La nostra curiosità: da dove arriva quel “francese”?
A questo punto, dopo aver visto come funziona concretamente un piano di ammortamento alla francese, possiamo toglierci una curiosità: da dove arriva quel “francese”?
La risposta non è così semplice come potrebbe sembrare. Non abbiamo infatti una prova documentale che permetta di affermare che l'ammortamento alla francese sia stato “inventato” in Francia in una determinata data, né che il nome derivi direttamente da uno specifico provvedimento.
Esiste però una testimonianza storica francese particolarmente interessante. 
In un’istruzione relativa al pagamento delle annuités, collegata ai provvedimenti dell'Assemblea nazionale del 1790, viene descritto un sistema nel quale la parte di prezzo non pagata immediatamente deve essere rimborsata attraverso dodici pagamenti annuali uguali, con un interesse del 5% sulle somme ancora dovute.
Il testo spiega inoltre che ciascun pagamento comprende prima gli interessi dovuti e poi una parte del capitale.
E’ un passaggio particolarmente interessante perché descrive una logica che presenta alcuni elementi che riconosciamo oggi nell’ammortamento a rata costante: la rata rimane uguale, mentre cambia progressivamente la sua composizione, con una quota di interessi che diminuisce e una quota di capitale che aumenta.
La stessa istruzione precisa che, per ogni 100 lire di capitale, la rata annuale è fissata in 11 lire, 5 soldi e 7 denari.

All’epoca:
• 1 lira = 20 soldi 
• 1 soldo = 12 denari 
• quindi 1 lira = 240 denari.
I 5 soldi e 7 denari corrispondono a: 
5 x 12 + 7 = 67 denari

e quindi:
67 : 240 = 0,2792 lire 

La rata indicata nel documento corrisponde quindi a circa: 
11 + 0,279 = 11,279 lire
Si tratta di una testimonianza storica interessante di un sistema di rimborso nel quale capitale e interessi convivono all'interno di pagamenti periodici uguali. 

In conclusione
Questo documento non dimostra che l’ammortamento alla francese sia stato inventato nel 1790 e non dimostra neppure che il nome “alla francese” derivi direttamente da quel provvedimento.
Ci offre però una testimonianza storica documentata: già alla fine del Settecento, in Francia, era previsto un sistema di rimborso basato su pagamenti periodici uguali, composti da interessi e quota capitale, accompagnato da calcoli utili a determinare il rimborso del debito.
La somiglianza con alcuni degli elementi caratteristici dell’ammortamento a rata costante rende particolarmente interessante la domanda da cui siamo partiti: da dove arriva quel “francese”?
Non possiamo, sulla base di questo solo documento, dare una risposta definitiva sull’origine del termine. Possiamo però dire che esiste una testimonianza francese antica e documentata di un meccanismo di rimborso che presenta già alcuni degli elementi caratteristici dell’attuale ammortamento a rata costante.

Fonte storica: Archives Parlementaires de la Révolution Française, “Instruction pour le payement des annuités et leur remboursement”, tomo XVIII, pp. 402-403, documento relativo alla seduta del 28 agosto 1790. 
Vuoi vedere concretamente come si compone una rata? Prova il nostro calcolatore del piano di ammortamento.
Consulta il documento storico originale su Persée (IMMAGINE A LATO)
Conoscere la finanza non significa soltanto sapere quanto paghiamo.
Significa anche capire da dove arrivano i meccanismi che utilizziamo ogni giorno.
 E noi di MutuiMaster siamo curiosi per natura e appassionati per scelta.  Ed è proprio questa curiosità che ci spinge a guardare oltre i numeri per  aiutare i nostri clienti a trovare il mutuo più adatto alle loro esigenze.      
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